I “buchi” contributivi possono essere coperti dagli assicurati alla previdenza grazie a una serie di strumenti previsti dalla normativa in materia. Tra questi, i più importanti sono rappresentati dalla possibilità di riscattare i periodi non contribuiti e dall’autorizzazione alla contribuzione volontaria. Riscatto e contribuzione volontaria non sono, però, da confondere; tali istituti, infatti, sono caratterizzati da regole, logiche, finalità e costi differenti. Entrambi gli strumenti possono essere utili, la scelta dipende, tra l’altro, dalla specificità di ogni posizione previdenziale. La valutazione di convenienza richiede, dunque, un’analisi individuale e personalizzata. Cosa prevede in dettaglio il riscatto? Cosa, invece, la contribuzione volontaria? Quali differenze vi sono rispetto all’autorizzazione della copertura? Quali i differenti costi?
Permessi legge 104 condivisi: cosa succede se si superano i tre giorni mensili
L’INPS, con la circolare n. 100/2026, ha fornito chiarimenti sul superamento del limite complessivo di tre giorni mensili di permesso previsto dalla legge n. 104/92, quando più lavoratori sono autorizzati ad assistere la stessa persona con disabilità. In caso di...


