La gestione dei rimborsi delle spese sostenute dal lavoratore per raggiungere la sede ordinaria di lavoro pone spesso il problema della corretta qualificazione fiscale delle somme erogate dal datore di lavoro. A fare la differenza è la natura dello spostamento e il rapporto tra il luogo raggiunto e la sede ordinaria di svolgimento della prestazione. La distinzione tra spese di accesso e indennità di trasferta diventa quindi determinante per stabilire quando le somme concorrono alla formazione del reddito. Sul punto è intervenuta anche la Cassazione con l’ordinanza n. 25254/2026. Quando il rimborso delle spese di viaggio deve essere assoggettato a tassazione?
Adesione contrattuale alla previdenza complementare: cos’è, come funziona e chi versa i contributi
La previdenza complementare non passa solo dalle nuove adesioni automatiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025). È infatti presente anche l’adesione contrattuale, che deriva da una previsione inserita in un contratto collettivo che introduce, a...


