Ormai la riforma delle sanzioni non è più procrastinabile, anche sulla spinta di solleciti internazionali. Il legislatore italiano sta cambiando la finalità delle sanzioni tributarie, passando dalla teoria dell’afflittività al concetto di premialità, valorizzando la soluzione amministrativa con nuove iniziative procedimentali (ad esempio lettere di compliance) rispetto a quella giurisdizionale, e accordando, in tali ipotesi, una consistente riduzione dell’importo delle penalità con l’utilizzo del ravvedimento operoso lungo. Da rivedere però anche l’esosità delle misure edittali, la mancanza di coordinamento tra ambito amministrativo e penale e la moltiplicazione di misure punitive per fatti sostanzialmente identici. Infine, ai contribuenti potrebbe essere assegnato un rating di virtuosità fiscale, che consenta in determinate ipotesi, la non applicazione delle sanzioni.
Controllo formale delle dichiarazioni dei redditi 2023: più tempo per l’invio dei documenti
Con riguardo al controllo formale delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d'imposta 2023, il CNDCEC ha evidenziato che, grazie a delle interlocuzioni avviate dal Consiglio nazionale, l'Agenzia delle Entrate ha confermato che, in ogni caso, la...


