Con la risposta a question time n. 5-05272 è stato evidenziato che, in tema di responsabilità professionale dei commercialisti in ambito tributario, il controllo fiscale non può prescindere da un’analitica valutazione, in concreto, della eventuale violazione di specifici obblighi di controllo e diligenza qualificata imputabili all’intermediario, anche in virtù di un rituale contratto di mandato sottoscritto con il cliente. Nella suddetta logica appare difficile ipotizzare, anche a legislazione vigente, che la mera trasmissione della dichiarazione dei redditi possa comportare l’estensione, a carico del professionista, delle sanzioni applicabili nei confronti della società assistita.
Titolare effettivo con accesso graduato e proporzionato
Secondo la Banca d’Italia, che ha pubblicato una memoria per le Commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera, lo schema di decreto legislativo recante il recepimento degli articoli 11, 12, 13 e 15 della direttiva (UE) n. 2024/1640 consolida un modello di...


