Dal 2026, una volta che sia stata trasposta la direttiva dell’Unione Europea n. 970 del 10 maggio 2023, sarà possibile per i lavoratori interrogare il proprio datore di lavoro per conoscere, nel dettaglio, quale sia la retribuzione corrisposta ai propri colleghi che godono del medesimo inquadramento. Obiettivo: assicurare la parità di retribuzione per uno stesso lavoro, o per un lavoro di pari valore, a tutela anche della parità di genere. Previste sanzioni per chi non rispetta queste regole. In questa attività, nessun diritto di privacy. Sembra davvero che la direttiva UE possa modificare profondamente i sistemi di retribuzione del personale e sarebbe bene, dati i tempi stretti che rimangono, per conformarsi, che questi pochi mesi siano utilizzati al meglio, mettendo a punto una legge chiara e di facile attuazione pratica.
Permessi legge 104 condivisi: cosa succede se si superano i tre giorni mensili
L’INPS, con la circolare n. 100/2026, ha fornito chiarimenti sul superamento del limite complessivo di tre giorni mensili di permesso previsto dalla legge n. 104/92, quando più lavoratori sono autorizzati ad assistere la stessa persona con disabilità. In caso di...


