Con la sentenza nella causa C-258/24, la Corte di giustizia dell’Unione europea chiarisce i limiti entro cui un’organizzazione religiosa può subordinare il rapporto di lavoro all’appartenenza confessionale. Il licenziamento fondato sull’abbandono della religione non è legittimo se il requisito non risulta essenziale, legittimo e proporzionato rispetto alle mansioni svolte. Rafforzato il ruolo del giudice nazionale nella verifica concreta della giustificazione del requisito.
Ferie, congedi e permessi per il dipendente: come gestirli (anche per il rientro a scuola dei figli)
Con l’inizio dell’anno scolastico tornano anche le richieste dei lavoratori alle aziende in merito al differimento dell'orario di entrata, alle uscite anticipate o alle assenze per la gestione dei figli, soprattutto durante i periodi di inserimento al nido e alla...


