La Corte di giustizia dell’UE, nella sentenza del 5 febbraio 2026 (cause riunite C‑364/24 e C‑393/24), ha confermato la validità della procedura che consente agli Stati membri di vietare o limitare la coltivazione di OGM sul proprio territorio. Tale procedura permette alla Commissione di modificare l’ambito geografico dell’autorizzazione alla coltivazione di un OGM quando uno Stato membro lo richiede e il titolare dell’autorizzazione non si oppone entro 30 giorni. La Corte ha ritenuto legittimo il divieto italiano relativo al mais MON 810, respingendo le censure relative alla libera circolazione delle merci, alla libertà d’impresa e ai principi di proporzionalità e non discriminazione. Ha inoltre chiarito che l’obbligo di motivazione sorge solo in caso di opposizione del titolare, esclusa nel caso di specie.
L’industrial accelerator act istituisce la low carbon label per i prodotti europei
È in arrivo l’industrial accelerator act, il nuovo regolamento UE che si prefigge di riportare la produzione manifatturiera europea ad almeno il 20% del valore aggiunto lordo entro il 2030. l’IAA dovrebbe istituire un'etichetta “low-carbon label” che aiuterebbe le...


