La Corte di Giustizia UE, nella sentenza del 18 dicembre 2025 (C‑366/24), afferma che una misura nazionale volta a tutelare la diversità culturale non deve essere valutata alla luce della direttiva sui servizi né della direttiva sul commercio elettronico, poiché entrambe escludono interventi che incidano sulle politiche culturali degli Stati membri. La Corte precisa però che resta necessario verificarne la compatibilità con il diritto primario dell’Unione, in particolare con le norme sulla libera circolazione delle merci. Poiché la misura incide sul prezzo complessivo dei libri, essa rientra nell’ambito della libera circolazione delle merci e non può essere qualificata come semplice “modalità di vendita”. L’imposizione di tariffe minime per la consegna dei libri non ritirati in negozio grava soprattutto sulla vendita a distanza e può ostacolare l’accesso al mercato per operatori di altri Stati membri, configurando una misura di effetto equivalente. La Corte non valuta se tale misura possa essere giustificata.
Registro imprese: aggiornate le specifiche tecniche
Con il decreto 18 febbraio 2026 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio sono state approvate le modifiche alle specifiche tecniche relative al registro imprese di cui al decreto ministeriale 18 ottobre...


