La Corte Costituzionale nella sentenza n. 105 del 13 giugno 2024, ha stabilito che misure governative che impongono la prosecuzione di attività produttive di rilievo strategico per l’economia nazionale o la salvaguardia dei livelli occupazionali, nonostante il sequestro degli impianti ordinato dall’autorità giudiziaria, sono costituzionalmente legittime soltanto per il tempo strettamente necessario per portare a compimento gli indispensabili interventi di risanamento ambientale. la Corte ha ritenuto inoltre costituzionalmente illegittima la mancata previsione, nella norma esaminata, di un termine massimo di 36 mesi di operatività delle misure in questione. Entro questo termine, occorrerà in ogni caso assicurare il completo superamento delle criticità riscontrate in sede di sequestro e ripristinare gli ordinari meccanismi autorizzatori previsti dalla legislazione vigente.
Filiera dei mobili e dei prodotti d’arredo: al via la consultazione pubblica sulla responsabilità estesa del produttore
Il MASE ha avviato la consultazione pubblica sullo schema di regolamento che introduce il regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per mobili e prodotti d’arredo, con l’obiettivo di rafforzare l’economia circolare e attribuire ai produttori la gestione del...


