Con la decisione del 30 aprile 2026 resa nella causa C-544/24, la Corte di Giustizia dell’UE ha evidenziato che è ammissibile una normativa nazionale che fissi le modalità di calcolo del tasso degli interessi moratori relativi ad arretrati in materia di imposta sul valore aggiunto indipendentemente dalla natura e dalla gravità dell’infrazione accertata dall’amministrazione tributaria ed escluda che quest’ultima possa applicare un tasso di interesse inferiore a quello previsto da tale normativa o rinunciare a calcolare una parte dell’importo degli interessi moratori o dispensare un contribuente dal pagamento di tali interessi, ad eccezione dei casi tassativamente definiti da detta normativa.
Liquidazione della società: come determinare il compenso
Con il pronto ordini n. 126 del 29 aprile 2026 il CNDCEC ha evidenziato che ove il proseguimento della gestione ordinaria della società da liquidare non sia temporaneo, abbia prevalentemente impegnato le attività del professionista, sia in termini di tempo sia in...


