Nella legge di conversione del decreto Milleproroghe (legge n. 26/2026, di conversione del D.L. n. 200/2025) non ha trovato spazio la paventata “mini-riapertura” a favore dei soggetti decaduti dai benefici della rottamazione quater, segnatamente a causa del mancato e tempestivo versamento della rata in scadenza a novembre 2025. Un’occasione mancata in termini di gettito immediato per l’Erario e, soprattutto, una ingiustificata penalizzazione per quella specifica platea di contribuenti che, nel corso del tempo, ha dato prova di una persistente volontà di adempimento. Tutto ciò, paradossalmente, si traduce in un indebito vantaggio per i c.d. “rottamatori seriali”.
L’imposta di donazione in caso di riqualificazione del trust estero e/o della residenza del disponente
Le regole di territorialità dei trasferimenti derivanti da trust e da altri vincoli di destinazione prevedono che, qualora il disponente del trust sia residente (fiscalmente) in Italia al momento della separazione patrimoniale, l’imposta è dovuta in relazione a tutti...


