Nella legge di conversione del decreto Milleproroghe (legge n. 26/2026, di conversione del D.L. n. 200/2025) non ha trovato spazio la paventata “mini-riapertura” a favore dei soggetti decaduti dai benefici della rottamazione quater, segnatamente a causa del mancato e tempestivo versamento della rata in scadenza a novembre 2025. Un’occasione mancata in termini di gettito immediato per l’Erario e, soprattutto, una ingiustificata penalizzazione per quella specifica platea di contribuenti che, nel corso del tempo, ha dato prova di una persistente volontà di adempimento. Tutto ciò, paradossalmente, si traduce in un indebito vantaggio per i c.d. “rottamatori seriali”.
Controllo formale delle dichiarazioni dei redditi 2023: più tempo per l’invio dei documenti
Con riguardo al controllo formale delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d'imposta 2023, il CNDCEC ha evidenziato che, grazie a delle interlocuzioni avviate dal Consiglio nazionale, l'Agenzia delle Entrate ha confermato che, in ogni caso, la...


