Se non interverranno modifiche, a decorrere dal 1° luglio 2026 potrebbe profilarsi la coesistenza tra la handling fee nazionale (di 2 euro per spedizione) e il dazio unionale (di 3 euro per categoria tariffaria). Tale “cumulo” rappresenta evidentemente una duplicazione dei costi e rende ancora più centrale il tema del coordinamento tra iniziative nazionali e fiscalità armonizzata, in un mercato unico caratterizzato da elevata reattività dei flussi logistici. Con la progressiva evoluzione della riforma doganale della UE e l’introduzione di un dazio forfetario uniforme a livello unionale, la determinazione di taluni Stati membri, tra cui l’Italia, di voler perseguire una forma di autonoma tassazione riferita all’immissione in libera pratica appare quantomeno potenzialmente discriminatoria.
Distinzione tra trasferimento di universalità totale o parziale di beni
Con sentenza del 9 settembre 2026 resa nella causa T-366/25, il Tribunale dell’UE ha evidenziato che il trasferimento a titolo gratuito di un’impresa, nella misura della metà per ciascuna, a due persone fisiche che hanno intenzione di effettuare immediatamente un...


