Versare importi consistenti nella propria previdenza complementare procura sicuramente importanti vantaggi anche dal punto di vista fiscale. Infatti, a una maggiore contribuzione corrisponde, di regola, una prestazione più elevata. La prestazione finale di una forma previdenziale dipende proprio dall’entità della contribuzione, dalla lunghezza dell’intervallo di contribuzione, dai rendimenti finanziari prodotti e dal livello dei costi. Occorre, però, al contempo, ottimizzare anche i profili fiscali. A tal fine, è importante effettuare entro il 31 dicembre 2025 la comunicazione al fondo pensione dei contributi non dedotti fiscalmente. Qual è il regime fiscale applicato ai fondi complementari? Quale il beneficio dei contributi non dedotti? Qual è la procedura da rispettare per la comunicazione?
Alunni con disabilità: definizione dei LEP d’intesa con le autonomie territoriali
Con la sentenza n. 182 del 2026, la Corte costituzionale interviene sulla disciplina dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in materia di assistenza all’autonomia e alla comunicazione personale degli alunni con disabilità, introdotta dalla legge di bilancio...

