Il disegno di legge di Bilancio 2026 (A.S. 1689) introduce una profonda revisione della disciplina della dividend exemption, limitando l’esclusione da tassazione ai soli dividendi derivanti da partecipazioni “qualificate” pari almeno al 10% del capitale della società erogante. La misura, destinata ad applicarsi alle delibere di distribuzione assunte dal 1° gennaio 2026, rappresenta una svolta rispetto al sistema delineato dalla Riforma Tremonti del 2003-2004. Oltre a creare una frattura con il regime di participation exemption, la modifica rischia di penalizzare le partecipazioni di minoranza, disincentivare le operazioni di aggregazione e introdurre elementi di instabilità in un quadro che per oltre vent’anni ha garantito coerenza e prevedibilità agli operatori.
Crediti d’imposta da Dta: il cessionario può monetizzare
In tema di crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione delle attività per imposte anticipate, con la risoluzione n. 73 del 2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il cessionario non può cedere ulteriormente il credito acquistato e non può altresì...


