Nelle conclusioni del 2 ottobre 2025 alla causa C-496/24, l’avvocato generale della Corte di giustizia UE chiarisce l’interpretazione della direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore. L’uso di copie offline da parte degli abbonati a servizi di streaming non rientra nella riproduzione per uso privato se il fornitore mantiene il controllo su duplicazione, ubicazione e cancellazione delle opere. L’abbonato può solo fruirne sul proprio dispositivo per il periodo di disponibilità. Inoltre, tale modalità di fruizione costituisce una messa a disposizione del pubblico ai sensi dell’articolo 3 della direttiva, poiché consente l’accesso individuale in tempo e luogo scelti. Le conclusioni mirano a chiarire i limiti dell’uso privato e rafforzare la tutela dei diritti d’autore nel contesto digitale. Queste interpretazioni influenzano direttamente la gestione dei diritti nelle piattaforme di streaming e l’applicazione delle eccezioni previste dalla normativa europea.
Violazioni disciplinari dei lavoratori: come gestirle per evitare rischi e sanzioni
Per il datore di lavoro le violazioni disciplinari sono uno degli ambiti più delicati del rapporto di lavoro subordinato. La gestione richiede un approccio organizzato, fondato su procedure interne chiare e su una valutazione delle possibili conseguenze giuridiche per...