Secondo i primi dati, la seconda stagione del concordato preventivo biennale ha raccolto un numero molto modesto di adesioni: solo il 2,5% dei soggetti ISA (55.000 contribuenti su una platea di circa 2,2 milioni) ha aderito al CPB 2025/2026, in netto calo rispetto al (pur non entusiasmante) 14,8% del biennio precedente. La domanda è lecita: quanto è utile uno strumento come il concordato, applicato da un numero molto modesto di contribuenti? Ancora di più se si considerano i controlli che potrebbero interessare, paradossalmente, quei contribuenti (tendenzialmente sono i più affidabili) che dopo aver aderito al CPB ne dovessero decadere.
Abuso del diritto per evaporazione di una riserva in sospensione d’imposta: in quali casi
Con la risposta a interpello n. 198 del 2 novembre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che l’''evaporazione'' di una riserva in sospensione d'imposta per effetto di operazioni straordinarie potrebbe rientrare (in quanto potenzialmente espressiva di fenomeni...

