Solo encomi possono essere evocati per esprimere pieno apprezzamento al grande “arresto” della Consulta con la sentenza n. 50 del 2026 che, attraverso un’esemplare interpretazione di sistema della legislazione tributaria vigente a livello costituzionale, ha esteso la generale portata della “effettualità” (in termini di “prova legale”, ancor più che di “giudicato”) dell’accertamento positivo o negativo dei fatti materiali risultante dal processo penale assolutorio del contribuente in ambito dibattimentale nel processo tributario. Con questo ulteriore importantissimo corollario necessitato che, cioè, la stessa nostra Corte di Cassazione non potrà più continuare a non tener conto in questo processo del comma 5-bis dell’art. 7, D.Lgs. n. 546/1992, che ha ormai superato e reso inutile il riferimento all’art. 2697 c.c. Benvenuta sentenza della nostra Corte costituzionale!
Aliquota IRPEF al 33% fino a 55.000 euro: cosa cambia con la Manovra 2027
Con l’approvazione della bozza di Legge di bilancio 2027, prende forma l’intervento sull’IRPEF. In particolare, viene esteso lo scaglione di reddito sul quale si applica l’aliquota media del 33% che passa da 50 mila a 55 mila euro. Dovrebbe, invece, essere stata...

