Nella sentenza del 2 luglio 2026, causa C‑67/25, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea chiarisce la portata del divieto di diffondere i contenuti del canale Russia Today, stabilendo che esso si applica anche ai siti Internet accessibili gratuitamente al pubblico. La Corte afferma che la qualificazione di «operatore» comprende chiunque renda disponibili i contenuti vietati, indipendentemente dalla natura economica dell’attività, dall’assenza di scopo di lucro o dalle modalità di finanziamento del sito. È inoltre irrilevante la portata o la durata della diffusione. Tale interpretazione, secondo la Corte, è necessaria per garantire l’efficacia delle misure restrittive adottate dall’Unione nel contesto dell’aggressione russa contro l’Ucraina, impedendo la circolazione della propaganda e tutelando l’ordine pubblico e la sicurezza dell’Unione.
Google: la Corte UE conferma la sanzione per abuso di posizione dominante
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza del 2 luglio 2026 nella causa C‑738/22, conferma integralmente l’ammenda inflitta a Google per abuso di posizione dominante nel sistema Android, respingendo l’impugnazione proposta da Google e Alphabet contro...


