L’ultimo aggiornamento della black list UE (con l’entrata di due nuovi Paesi, Isole Turks e Caicos e Vietnam, e la fuoriuscita di Figi, Samoa e Trinidad e Tobago) è l’occasione per ricordare gli impatti negativi che la lista può avere sull’operatività delle imprese aperte ai mercati internazionali, che per l’acquisto di beni e servizi si avvalgono anche di fornitori ubicati in paesi non collaborativi, atteso che il TUIR pone alcuni specifici vincoli e verifiche per la deducibilità dei relativi costi. Ciò impone alle imprese, in sede di determinazione delle imposte dell’esercizio da indicare nell’approvando bilancio d’esercizio, di operare una puntuale verifica di eventuali transazioni poste in essere con i fornitori stabiliti in Paesi black listed.
Aliquota IRPEF al 33% fino a 55.000 euro: cosa cambia con la Manovra 2027
Con l’approvazione della bozza di Legge di bilancio 2027, prende forma l’intervento sull’IRPEF. In particolare, viene esteso lo scaglione di reddito sul quale si applica l’aliquota media del 33% che passa da 50 mila a 55 mila euro. Dovrebbe, invece, essere stata...

