La Corte costituzionale, con la sentenza n. 46 del 3 aprile 2026, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sul sistema di finanziamento dell’AGCM, che impone un contributo alle sole società di capitali con fatturato superiore a 50 milioni di euro. Riprendendo l’orientamento della sentenza n. 269/2017, la Corte ha ritenuto legittima la scelta legislativa di far concorrere ai costi dell’Autorità le imprese maggiormente presenti sul mercato, principali destinatarie della sua attività. Il fatturato è stato considerato un valido indice di capacità contributiva e la soglia individuata ragionevole, anche per evitare oneri alle imprese minori e garantire un contributo proporzionato dei soggetti economicamente più forti. Richiamando l’ordinanza della Corte di giustizia UE (C‑560/22), la Corte ha inoltre confermato l’ampia discrezionalità degli Stati nella definizione dei modelli di finanziamento delle autorità di concorrenza, ritenendo il sistema italiano coerente con i principi costituzionali ed europei.
Digitalizzazione, IA e ESG: il framework VSME per le PMI
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