La previsione per cui, quando gli immobili locati a breve siano più di due l’attività, “si presume svolta in forma imprenditoriale ai sensi dell’art. 2082 c.c.” presenta un profilo di ambiguità: il rinvio alla nozione civilistica di imprenditore può infatti indurre a ritenere che la presunzione operi anche sul piano privatistico. Non è così: la presunzione resta confinata al solo piano tributario e la sua operatività non determina, di per sé, l’acquisizione dello status di imprenditore ai fini dell’ordinamento civile, né incide sugli obblighi correlati. Inoltre, la presunzione opera sull’intera attività di locazione breve svolta dal contribuente: una volta superato il limite, l’attività è attratta integralmente nel reddito d’impresa. Ma qual è il corretto trattamento del reddito derivante da un immobile che, pur avendo contribuito al superamento della soglia, venga successivamente locato, nel medesimo periodo d’imposta, mediante contratti non brevi?
Aliquota IRPEF al 33% fino a 55.000 euro: cosa cambia con la Manovra 2027
Con l’approvazione della bozza di Legge di bilancio 2027, prende forma l’intervento sull’IRPEF. In particolare, viene esteso lo scaglione di reddito sul quale si applica l’aliquota media del 33% che passa da 50 mila a 55 mila euro. Dovrebbe, invece, essere stata...

