La Corte europea dei diritti dell’uomo è recentemente tornata sul tema degli accessi, delle ispezioni e delle verifiche fiscali, pronunciandosi con la sentenza Agrisud. Sentenza che restituisce l’immagine di un quadro normativo italiano nel quale l’impiego dei poteri istruttori da parte dell’Amministrazione finanziaria risulta ancora incompatibile con gli standard convenzionali di tutela dei diritti fondamentali, nonostante la materia sia già stata oggetto di modifiche proprio in recepimento della sentenza Italgomme. È dunque evidente che il legislatore italiano sarà chiamato a tornare nuovamente, e in modo più incisivo, sulla disciplina. Ma le pronunce di Strasburgo indicano la strada da seguire. Legislatore, giudici e amministrazione finanziaria dovranno avere una responsabilità comune: assicurare che l’efficacia dell’azione di accertamento non si realizzi a discapito dei diritti fondamentali, ma si fondi su un equilibrio più maturo e consapevole tra potere e garanzie.
Regime ”a realizzo controllato”: la valutazione antiabuso
Con la risposta a interpello n. 155 del 7 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in relazione all'interpello antiabuso con riferimento all'applicazione del regime ''a realizzo controllato'' (ex articolo 177, comma 2, del TUIR) al Conferimento, in ragione...


