Nel question time del 22 luglio 2026 il Ministro dell’Economia e delle finanze, confermando che, dal 1° ottobre 2026, il contributo nazionale di 2 euro si cumulerà al dazio unionale di 3, ne ha indicate due rationes incompatibili: compensare gli oneri amministrativi di sdoganamento e controllo e fare fronte a una “autentica invasione” di merce asiatica. Sono quelle motivazioni a comprometterne la tenuta: la prima invoca l’unica eccezione ammessa al divieto di tasse di effetto equivalente senza che ne ricorrano i presupposti, la seconda ne dichiara la funzione protettiva. Versato per il bimestre gennaio-febbraio 2026 e privato ex post del presupposto, il contributo pone già oggi la questione dei rimborsi, intrecciata a quella relativa alla traslazione.
Fatture a cavallo d’anno: sezionale ampio per anticipare la detrazione IVA
Trova spazio nel sezionale del registro IVA degli d’acquisti l’anticipo della detrazione IVA delle fatture a cavallo d’anno. È quanto discende dalle modifiche apportate dal decreto correttivo Omnibus (D.Lgs. n. 148/2026) con riguardo all’esercizio del diritto della...


