La CNA segnala un marcato disallineamento tra l’andamento del prezzo del petrolio e i prezzi alla pompa. Nonostante il Brent sia tornato ai livelli di fine febbraio dopo aver oscillato tra 70 e oltre 95 dollari al barile durante le tensioni in Medio Oriente, benzina e gasolio risultano ancora più cari del 14–16%, anche dopo il taglio delle accise. Senza l’intervento fiscale, i carburanti costerebbero circa 6 centesimi/litro in più. L’aumento grava in modo significativo sulle piccole imprese: un artigiano che percorre 30.000 km annui con un furgone diesel sostiene un costo aggiuntivo superiore a 500 euro, cifra che cresce rapidamente per chi utilizza più mezzi. La CNA denuncia la lentezza nella trasmissione dei ribassi del greggio ai prezzi finali e chiede un rafforzamento del monitoraggio della filiera e maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, affinché le riduzioni internazionali si traducano più rapidamente in benefici per imprese e consumatori.
Guida operativa MASE 2026 sui certificati bianchi: cosa cambia per le imprese
Il MASE ha approvato con il decreto direttoriale n. 203 del 28 luglio 2026 la nuova guida operativa sul meccanismo dei certificati bianchi. Il documento interviene sugli interventi ammissibili agli incentivi, gli adempimenti procedurali e le metodologie di...


