Con la risposta a interpello n. 107 del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che un’operazione non costituisce una fattispecie di abuso del diritto laddove la riorganizzazione non integra, in capo ai soggetti coinvolti, alcun vantaggio fiscale qualificabile come indebito e, di conseguenza, non occorre procedere con l’esame degli ulteriori requisiti previsti dall’articolo 10bis della legge n. 212 del 2000 per individuare una condotta abusiva.
Controllo formale delle dichiarazioni dei redditi 2023: più tempo per l’invio dei documenti
Con riguardo al controllo formale delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d'imposta 2023, il CNDCEC ha evidenziato che, grazie a delle interlocuzioni avviate dal Consiglio nazionale, l'Agenzia delle Entrate ha confermato che, in ogni caso, la...


