Il recepimento della direttiva (UE) 2024/1226 mediante il D.Lgs. n. 211/2025 determina l’ingresso di nuove fattispecie nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità degli enti. Come evidenziato dal caso Assonime 3/2026, l’intervento normativo incide sulla struttura della compliance aziendale, imponendo una revisione sostanziale dei modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001. Nel nuovo contesto, il modello 231 deve evolvere in una architettura di controllo interconnessa con i pani interni di conformità orientata alla gestione anticipata e documentabile del rischio sanzionatorio.
Come cambia il Modello 231: adeguatezza e approccio risk based
Il disegno di legge di riforma del D.Lgs. n. 231/2001 rivede la disciplina del Modello di organizzazione, gestione e controllo. Le nuove norme valorizzano il ruolo delle linee guida delle associazioni di categoria, impongono una maggiore attenzione alle...

