La trasmissione della certificazione unica 2026 entro il 16 marzo è un adempimento cruciale per i sostituti d’imposta, poiché omissioni, ritardi o errori comportano un articolato regime sanzionatorio, tuttavia mitigato da specifici strumenti correttivi. In particolare, è prevista una sanzione base di 100 euro per ogni certificazione irregolare, ma anche meccanismi di attenuazione come il termine di tolleranza di 5 giorni per l’invio oppure la riduzione automatica a un terzo della sanzione per le trasmissioni effettuate entro i 60 giorni successivi alla scadenza. E’ inoltre previsto il ravvedimento operoso subordinato alla condizione che la violazione non sia stata già contestata. Come evitare o ridurre le sanzioni?
Contratti collettivi: CNEL introduce criteri di rappresentatività effettiva
Il CNEL ha approvato la riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi, introducendo criteri selettivi fondati sul reale radicamento dei contratti nel sistema produttivo, misurato attraverso i dati INPS. La riforma supera la logica meramente formale...


