La legge di Bilancio 2026 ha introdotto, seppur con effetto dal 1° gennaio 2028, l’obbligo di effettuare una ritenuta d’acconto dello 0,5% (1% dal 2029) sui corrispettivi per le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate nell’esercizio di imprese da soggetti residenti e da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. Si tratta di una svolta epocale perché, per la prima volta, si introduce l’obbligo generalizzato di assoggettare a ritenuta tutte le operazioni tra imprese. Il nuovo obbligo solleva dubbi e, soprattutto, timori: in particolare, che si traduca solo in un aggravio di adempimenti difficilmente sostenibile per le imprese.
Modello IVA 2026: apertura per le società non operative
Nel modello di dichiarazione IVA 2026 trovano finalmente ingresso gli orientamenti della giurisprudenza, comunitaria e italiana, sull’illegittimità delle penalizzazioni previste, ai fini dell’IVA, per le società e gli enti non operativi e sulla conseguente...


