Per la prima volta l’Amministrazione finanziaria – sebbene non attraverso la Direzione centrale – si è espressa sulla sorte dell’utile ascrivibile ai beni costituenti l’attivo della società trasformata in società semplice. Sul punto la DRE Toscana ha concluso che la plusvalenza contabile, ottenuta come differenza fra il valore attribuito al bene e il suo valore netto contabile, concorrendo a determinare l’utile di esercizio e a costituire una riserva di utili, nel periodo d’imposta successivo alla trasformazione, dovrà essere assoggettata a tassazione come dividendo in capo al socio. Tale interpretazione, tuttavia, pare fondata su un presupposto non condivisibile.
Perdite fiscali: “change of control” e operazioni straordinarie con l’estero
Con una norma di interpretazione autentica, il decreto Omnibus (D.Lgs. n. 148/2026) è intervenuto per fare chiarezza sulla disciplina del riporto delle perdite fiscali in caso di cessione indiretta di partecipazioni al fine di limitare il commercio delle c.d. bare...

