Le norme che si sono succedute negli anni sulla conciliazione giudiziale delle liti tributarie non hanno certo contribuito a rimuovere le criticità e hanno lasciato nella concreta applicazione residue aree di inefficienza, anche dopo l’entrata in vigore della riforma fiscale del contenzioso tributario. Dei tre distinti strumenti conciliativi, conciliazione fuori udienza, conciliazione in udienza e conciliazione giudiziale su proposta del giudice, solo l’ultima potrebbe essere quella di maggiore interesse ai fini deflativi. Tuttavia, il fatto che il giudice abbia la mera facoltà (“… ove possibile, può formulare una proposta …”) di proporre la conciliazione e la mancanza di adeguate regole procedurali per realizzarla ne rischiano di inibire un diffuso ed efficace utilizzo. Sarebbe auspicabile una completa rimodulazione degli strumenti di definizione consensuale delle controversie fiscali. 3 le proposte. Quali?
Prova dell’origine non preferenziale delle merci: i chiarimenti delle Dogane
Con un avviso del 23 ottobre 2026 l’Agenzia delle Dogane ha comunicato che la DG TAXUD ha reso disponibile una versione aggiornata del documento di domande e risposte al fine di supportare gli operatori e le autorità competenti nell’applicazione del nuovo 59 bis del...


