Le modifiche alla tassazione dei dividendi apportate dal Ddl di Bilancio 2026 (A.S. 1689) rischiano di rendere l’Italia sempre meno competitiva a livello internazionale. Anche per i dividendi di provenienza paradisiaca è richiesta, al fine di beneficiare della tassazione ridotta, la presenza di una partecipazione almeno pari al 10% nel capitale della società estera. In aggiunta a ciò, senza un intervento in tema di applicazione dell’euro-ritenuta, si potrebbe assistere alla “fuga” delle holding dall’Italia, con conseguente costituzione all’estero, dal momento che il nuovo regime di tassazione penalizzerebbe la distribuzione di dividendi domestici e non quella a società UE e SEE.
Correzione errori contabili: le tempistiche da rispettare
Il decreto correttivo IRPEF-IRES (D.Lgs. n. 192/2025) interviene sulla disciplina della correzione degli errori contabili modificando l’ambito soggettivo, oggettivo e i profili temporali. Con particolare riguardo alle tempistiche entro cui deve essere operata la...


