Le modifiche alla tassazione dei dividendi apportate dal Ddl di Bilancio 2026 (A.S. 1689) rischiano di rendere l’Italia sempre meno competitiva a livello internazionale. Anche per i dividendi di provenienza paradisiaca è richiesta, al fine di beneficiare della tassazione ridotta, la presenza di una partecipazione almeno pari al 10% nel capitale della società estera. In aggiunta a ciò, senza un intervento in tema di applicazione dell’euro-ritenuta, si potrebbe assistere alla “fuga” delle holding dall’Italia, con conseguente costituzione all’estero, dal momento che il nuovo regime di tassazione penalizzerebbe la distribuzione di dividendi domestici e non quella a società UE e SEE.
Passaggi generazionali di partecipazioni: il vincolo quinquennale tra titolarità delle quote e controllo
Con la risposta a interpello n. 152 del 2026 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’esenzione di cui all’art. 3, comma 4-ter, TUSD richiede il mantenimento per cinque anni del controllo acquisito o integrato, non delle singole partecipazioni ricevute. La soluzione...


