Con la decisione resa nella causa C‑544/24, la Corte di Giustizia dell’UE ha specificato che la è ammissibile una normativa nazionale la quale, indipendentemente dalla natura e dalla gravità dell’illecito constatato dall’amministrazione tributaria, fissi l’importo degli interessi moratori senza che tale amministrazione possa ridurre una delle componenti di questo importo e applicare così un tasso di interesse inferiore a quello previsto dalla normativa suddetta o rinunciare a contabilizzare una parte dell’importo in questione, e la quale preveda che il contribuente possa essere dispensato dal pagamento di tali interessi moratori soltanto nei casi espressamente definiti dalla normativa medesima.
La sanzionabilità in concorso del consulente tributario
Il documento AIDC LAB n. 2/2026 esamina un orientamento interpretativo che tende ad ampliare l’ambito applicativo del concorso del professionista ai sensi del D.Lgs. n. 472/1997, alla luce di recenti pronunce della Cassazione che attribuiscono rilevanza sanzionatoria...


