La sentenza della Corte costituzionale (n. 36/2025) ha depotenziato la preclusione assoluta di deposito in secondo grado delle procure, deleghe e ogni altro atto di conferimento di potere, ove questi non fossero stati depositati in primo grado. Non si tratta di un’abrogazione della preclusione che faceva pensare a una liberalizzazione dei depositi, ma solo una relativa apertura rispetto allo sbarramento iniziale. Infatti, la parte processuale che volesse depositare questi atti per la prima volta in appello deve provare la propria incolpevole condotta sull’omesso deposito in primo grado, mentre se è il Giudice a volerli ammettere deve motivare tale scelta nella propria sentenza.
Correzione errori contabili: le tempistiche da rispettare
Il decreto correttivo IRPEF-IRES (D.Lgs. n. 192/2025) interviene sulla disciplina della correzione degli errori contabili modificando l’ambito soggettivo, oggettivo e i profili temporali. Con particolare riguardo alle tempistiche entro cui deve essere operata la...


