La sentenza della Corte costituzionale (n. 36/2025) ha depotenziato la preclusione assoluta di deposito in secondo grado delle procure, deleghe e ogni altro atto di conferimento di potere, ove questi non fossero stati depositati in primo grado. Non si tratta di un’abrogazione della preclusione che faceva pensare a una liberalizzazione dei depositi, ma solo una relativa apertura rispetto allo sbarramento iniziale. Infatti, la parte processuale che volesse depositare questi atti per la prima volta in appello deve provare la propria incolpevole condotta sull’omesso deposito in primo grado, mentre se è il Giudice a volerli ammettere deve motivare tale scelta nella propria sentenza.
Maltempo: sospesi adempimenti e versamenti tributari, slitta anche la rottamazione quinquies
Dal punto di vista fiscale sono diverse le misure introdotte nel decreto Maltempo (D.L. n. 25 del 2026, pubblicato nella G.U. n. 48 del 27 febbraio 2026) per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio 2026,...


