Il messaggio INPS n. 2540/2026 amplia la lettura delle dimissioni per giusta causa ai fini della NASpI, includendo le ipotesi in cui la lavoratrice o il lavoratore, vittima di atti persecutori o violenza di genere, sia costretto a lasciare l’occupazione per tutelare vita, incolumità o salute. Non basta, però, la mera esistenza della violenza: occorrono circostanze chiare, oggettive e documentate, capaci di rendere impossibile la prosecuzione del rapporto e funzionalmente collegate all’attività lavorativa. Il chiarimento valorizza gli artt. 2119 c.c. e 3 del D.Lgs. n. 22/2015, alla luce della giurisprudenza costituzionale e di legittimità.
Previdenza complementare con nuove regole: l’analisi Assonime
Con la circolare n. 22 del 2026, Assonime esamina la riforma della previdenza complementare introdotta dalla legge di bilancio 2026 e i successivi interventi attuativi. Tra le principali novità figurano l’adesione automatica dei lavoratori di prima assunzione, il...


