Il decreto sulla trasparenza retributiva (D.Lgs. n. 96/2026) introduce un sistema sanzionatorio a due livelli, in cui le violazioni degli obblighi informativi assumono rilievo soprattutto se collegate a una discriminazione retributiva accertata. L’art. 13 del decreto legislativo richiama l’art. 41 del Codice delle pari opportunità, prevedendo sanzioni amministrative, effetti interdittivi con impatti su appalti o benefici pubblici. Per il datore di lavoro il rischio non è soltanto economico: la mancata tracciabilità dei criteri retributivi, la risposta incompleta alle richieste dei lavoratori e l’opacità nei sistemi di classificazione possono alimentare il contenzioso. Quali sono le principali fattispecie discriminatorie che possono attivare il sistema sanzionatorio?
Conguaglio 730 in busta paga: quali sono gli adempimenti del sostituto d’imposta
Con l'avvio delle operazioni di assistenza fiscale 2026, i sostituti d'imposta sono chiamati a recepire nelle elaborazioni paga le risultanze dei modelli 730/4 trasmessi dall'Agenzia delle Entrate. I conguagli a credito e a debito richiedono una corretta gestione non...


