Con la sentenza n. 35 del 2026 la Corte costituzionale dichiara non fondata la questione di legittimità sull’art. 7 del DL n. 4/2019, confermando la proporzionalità della pena (da due a sei anni) per le condotte fraudolente finalizzate all’ottenimento del reddito di cittadinanza. La Corte valorizza la specificità della misura e l’esigenza di tutela delle risorse pubbliche, escludendo sia una sproporzione intrinseca sia un’irragionevolezza rispetto a fattispecie analoghe.
Trasparenza e parità salariale. Verso il recepimento della Direttiva UE: con quali criticità?
La Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva e sul rafforzamento del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore deve essere recepita nell'ordinamento nazionale entro il 7 giugno 2026....


