Con l’art. 41 del d.lgs. n. 179/2026 in tema di utilizzo dell’AI, la decisione sul rapporto di lavoro torna, per legge, a una persona, purché eserciti un potere «effettivo e autonomo» e non si limiti a firmare ciò che ha deciso l’algoritmo. Più che una replica dell’art. 22 del GDPR, la norma ne è la traduzione lavoristica, che trasforma un diritto dell’interessato in un obbligo organizzativo del datore di lavoro. La vera partita si giocherà dentro le imprese, dove la riserva di umanità potrà diventare una garanzia reale, oppure un adempimento di mera facciata.
Confprofessioni compie 60 anni: le sfide per il lavoro autonomo
In occasione del congresso nazionale per il sessantesimo anniversario, svoltosi a Roma il 22 ottobre 2026, Confprofessioni ha rilanciato la necessità di politiche strutturali a sostegno dei liberi professionisti. Al centro del confronto, il contrasto alle...


