La circolare n. 1/E del 2026 dell’Agenzia delle Entrate esamina uno degli snodi principali dell’art. 79 CTS, che riguarda la definizione dei criteri di non commercialità delle attività di interesse generale, svolte dagli ETS diversi dalle imprese sociali, ai fini dell’imposizione IRES. L’Agenzia evidenzia che il Codice del Terzo settore introduce una “tolleranza” quantitativa, nel senso che le attività di interesse generale si considerano non commerciali anche se, in ciascun periodo d’imposta, i ricavi superano i costi effettivi fino a un massimo del 6%, purché tale scostamento non si verifichi per più di tre anni consecutivi.
Controllo formale delle dichiarazioni dei redditi 2023: più tempo per l’invio dei documenti
Con riguardo al controllo formale delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d'imposta 2023, il CNDCEC ha evidenziato che, grazie a delle interlocuzioni avviate dal Consiglio nazionale, l'Agenzia delle Entrate ha confermato che, in ogni caso, la...


