Il vademecum per le PMI sulla gestione della crisi d’impresa pubblicato dal CNDCEC mette in evidenza che l’obbligo di dotarsi di adeguati assetti organizzativi e contabili, per prevenire l’emersione della crisi e della perdita di continuità aziendale, non vuol dire costringere gli imprenditori ad una gestione senza rischi, o comunque prudente. Infatti, il rischio è sempre collegato all’attività di impresa e, spesso, scelte rischiose hanno determinato iniziative di grande successo. Le recenti normative richiedono semplicemente di essere attento a ogni segnale e di essere reattivo in questo senso, in quanto la crisi ha un impatto non limitato all’imprenditore, ma coinvolge e può danneggiare anche terzi (dipendenti, creditori, Stato, clienti, fornitori, ecc.). Quali sono i consigli dei commercialisti per le PMI?
Stallo societario del CdM: quali sono le clausole statutarie per superarlo
Lo studio notarile n. 126/2025 recentemente approvato dalla Commissione studi d’impresa del Consiglio Nazionale del Notariato ha analizzato i risvolti degli stalli decisionali nell’organo amministrativo e le possibili clausole per la risoluzione degli stessi. La...


