Il vademecum per le PMI sulla gestione della crisi d’impresa pubblicato dal CNDCEC mette in evidenza che l’obbligo di dotarsi di adeguati assetti organizzativi e contabili, per prevenire l’emersione della crisi e della perdita di continuità aziendale, non vuol dire costringere gli imprenditori ad una gestione senza rischi, o comunque prudente. Infatti, il rischio è sempre collegato all’attività di impresa e, spesso, scelte rischiose hanno determinato iniziative di grande successo. Le recenti normative richiedono semplicemente di essere attento a ogni segnale e di essere reattivo in questo senso, in quanto la crisi ha un impatto non limitato all’imprenditore, ma coinvolge e può danneggiare anche terzi (dipendenti, creditori, Stato, clienti, fornitori, ecc.). Quali sono i consigli dei commercialisti per le PMI?
Whistleblowing ANAC: aggiornamenti modello 231 e nuove procedure
Dopo la delibera ANAC n. 478 del 26 novembre 2025 diventano sempre più pressanti per le imprese le procedure da adottare in materia whistleblowing riguardo alle segnalazioni interne. Quali sono gli adempimenti da assolvere al fine di adeguare i modelli 231 per...


