Il D.Lgs. n. 81/2026, adottato in attuazione della direttiva (UE) n. 2024/1203, entra in vigore il 2 giugno 2026 riscrivendo e rafforzando il sistema dei delitti ambientali nel codice penale. Il decreto, in particolare, introduce nuove fattispecie incriminatrici settoriali (ozono e gas fluorurati), istituisce strumenti di governance e coordinamento investigativo e incide in modo mirato sul catalogo 231, potenziando il perimetro della responsabilità degli enti e la scala sanzionatoria. Con riferimento ai modelli 231 quali sono in particolare le implicazioni in termini di compliance, modelli organizzativi e gestione del rischio ambientale “di filiera”?
Marchi: stop all’uso politico dei segni notori senza giustificazione
Nella sentenza dell’8 settembre 2026 alla causa C-298/23 la Corte di giustizia UE rileva che, per determinare se detto l’uso dei marchi notori IKEA da parte di un partito politico che ha presentato pubblicamente un programma concernente la riforma della politica di...


