La laurea si conferma un fattore determinante per l’accesso al mercato del lavoro, ma aumenta il disallineamento tra competenze disponibili e fabbisogni delle imprese. Secondo il rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro di ottobre 2026, il tasso di occupazione dei laureati raggiunge nel 2025 l’82,8%, contro il 68,6% dei diplomati, mentre la quota di giovani con istruzione terziaria sale al 31,1%, ancora lontana dalla media europea del 44,8%. Parallelamente, le assunzioni programmate di laureati crescono del 14% rispetto al 2019, ma nel 50,9% dei casi le imprese segnalano difficoltà di reperimento. Le maggiori criticità riguardano gli indirizzi tecnico-scientifici, sanitari e ingegneristici, a fronte di un’offerta relativamente eccedente in alcuni percorsi umanistici e sociali. Il rapporto evidenzia inoltre marcate differenze territoriali e di genere, sottolineando la necessità di rafforzare il raccordo tra formazione universitaria, domanda di competenze e capacità del sistema produttivo di valorizzare il capitale umano qualificato.
Agenti cancerogeni e tossici: da UE nuovi limiti di esposizione
Pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 30 ottobre 2026 la direttiva (UE) 2026/2450, che modifica la disciplina sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche per la riproduzione. Introdotti...

