Le situazioni che legittimano il cliente ad agire direttamente nei confronti dell’Erario per ottenere il rimborso dell’IVA indebitamente applicata dal fornitore devono essere valutate caso per caso, ma esigono che il rimborso da parte del fornitore sia impossibile o eccessivamente difficile. È tale l’ipotesi non solo dell’insolvenza, ma anche dell’intervenuta prescrizione del diritto che il cliente intende far valere. A stabilirlo è la Corte di Giustizia UE nella sentenza C-453/22 del 7 settembre 2023, che ha altresì escluso il diritto del fornitore di chiedere all’Amministrazione finanziaria il rimborso dell’IVA se, in precedenza, egli si sia rifiutato di restituirla al cliente, evitandosi in tal modo che l’Erario sia tenuto a un doppio rimborso della stessa imposta.
Prova dell’origine non preferenziale delle merci: i chiarimenti delle Dogane
Con un avviso del 23 ottobre 2026 l’Agenzia delle Dogane ha comunicato che la DG TAXUD ha reso disponibile una versione aggiornata del documento di domande e risposte al fine di supportare gli operatori e le autorità competenti nell’applicazione del nuovo 59 bis del...


