Con l’ordinanza n. 173/2026, depositata il 20 ottobre 2026, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile l’intervento chiesto da una società nel giudizio sul Codice delle comunicazioni elettroniche. La società sosteneva che la decisione avrebbe inciso anche sui rapporti intrattenuti nella propria attività. Per la Consulta, tuttavia, una posizione analoga a quella delle parti non basta: occorre un collegamento diretto con lo specifico rapporto discusso nel processo principale, oppure la dimostrazione degli ulteriori presupposti previsti dalle norme integrative.
Giochi e scommesse: per la pubblicità vietata sanzioni da rivedere
Con la sentenza n. 172/2026, depositata il 20 ottobre 2026, la Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la disciplina sanzionatoria per la pubblicità vietata di giochi e scommesse con vincite in denaro e del gioco d’azzardo (art. 9, comma 2, del...


