Per accedere all’interpello sui nuovi investimenti, è valutabile positivamente non solo l’ipotesi in cui l’investimento consenta di mantenere integralmente i livelli occupazionali allo stesso pre-esistenti, evitando all’impresa di procedere a licenziamenti o di ricorrere ad altri istituti con simili effetti negativi sull’occupazione, ma anche l’ipotesi in cui il mantenimento dei livelli occupazionali garantito dall’investimento sia parziale. È uno dei chiarimenti resi dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7/E del 28 marzo 2023, con cui ha fornito le linee guida per le imprese, nazionali ed estere, che intendono utilizzare l’interpello nuovi investimenti e ottenere dal Fisco una risposta sul trattamento tributario da applicare al proprio piano di sviluppo in Italia.
È legittima la tassazione al 33% sulle criptovalute?
La legge di Bilancio 2026 ha previsto l’applicazione generalizzata dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze derivanti da criptovalute nella misura maggiorata del 33%, salvo il mantenimento della precedente aliquota del 26% con riferimento agli stablecoin ancorati...

