L’intelligenza artificiale è uno strumento potenzialmente idoneo a rendere più effettivi gli assetti d’impresa ex art. 2086 c.c. e art. 3, CCII, soprattutto nella dimensione predittiva, informativa e di early warning. In tale prospettiva, l’adeguatezza degli assetti d’impresa non può più essere valutata solo in termini statici, formali o documentali, ma deve essere verificata nella capacità dell’organizzazione di raccogliere dati attendibili, trasformarli in informazioni utili, intercettare tempestivamente gli squilibri e attivare senza indugio le iniziative necessarie. Ma cosa occorre perché l’IA sia coerente con gli adeguati assetti d’impresa e possa rappresentare davvero un ausilio al governo anticipato della crisi? il suo impiego deve essere disciplinato da una procedura interna trasversale di governo, validazione e controllo che garantisca, tra l’altro, la qualità dei dati, la sicurezza del sistema, la tracciabilità degli output, il controllo umano e l’escalation tempestiva verso gli organi sociali.
MiCAR: indicata la nuova tipologia di “Prestatori di servizi per le cripto-attività”
L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia comunica che gli operatori, iscritti nell’anagrafe dei segnalanti della UIF come “Prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” (codice 79) oppure “Prestatori di servizi di portafoglio digitale”...

