Se non interverranno modifiche, a decorrere dal 1° luglio 2026 potrebbe profilarsi la coesistenza tra la handling fee nazionale (di 2 euro per spedizione) e il dazio unionale (di 3 euro per categoria tariffaria). Tale “cumulo” rappresenta evidentemente una duplicazione dei costi e rende ancora più centrale il tema del coordinamento tra iniziative nazionali e fiscalità armonizzata, in un mercato unico caratterizzato da elevata reattività dei flussi logistici. Con la progressiva evoluzione della riforma doganale della UE e l’introduzione di un dazio forfetario uniforme a livello unionale, la determinazione di taluni Stati membri, tra cui l’Italia, di voler perseguire una forma di autonoma tassazione riferita all’immissione in libera pratica appare quantomeno potenzialmente discriminatoria.
Trasporti di beni: l’IVA sui servizi internazionali
Con la circolare n. 3 del 26 febbraio 2026 Assonime ha esaminato l’IVA sui servizi internazionali, con particolare riguardo ai trasporti di beni in esportazione, transito o importazione. L’art. 12 del decreto legislativo n. 186 del 2025 ha modificato l’ambito dei...


