Nelle conclusioni del 2 ottobre 2025 alla causa C-496/24, l’avvocato generale della Corte di giustizia UE chiarisce l’interpretazione della direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore. L’uso di copie offline da parte degli abbonati a servizi di streaming non rientra nella riproduzione per uso privato se il fornitore mantiene il controllo su duplicazione, ubicazione e cancellazione delle opere. L’abbonato può solo fruirne sul proprio dispositivo per il periodo di disponibilità. Inoltre, tale modalità di fruizione costituisce una messa a disposizione del pubblico ai sensi dell’articolo 3 della direttiva, poiché consente l’accesso individuale in tempo e luogo scelti. Le conclusioni mirano a chiarire i limiti dell’uso privato e rafforzare la tutela dei diritti d’autore nel contesto digitale. Queste interpretazioni influenzano direttamente la gestione dei diritti nelle piattaforme di streaming e l’applicazione delle eccezioni previste dalla normativa europea.
Marchi: stop all’uso politico dei segni notori senza giustificazione
Nella sentenza dell’8 settembre 2026 alla causa C-298/23 la Corte di giustizia UE rileva che, per determinare se detto l’uso dei marchi notori IKEA da parte di un partito politico che ha presentato pubblicamente un programma concernente la riforma della politica di...


