In merito alla norma sulla responsabilità in solido dell’intermediario, in caso di avvii e chiusure di comodo di attività, contenuta nella bozza della legge di stabilità, non è corretto ipotizzare delle sanzioni con l’accusa indimostrata di “avallare” comportamenti fraudolenti dei propri clienti. Lo hanno affermato le Associazioni dei Commercialisti ADC – AIDC – ANC – UNGDCEC con un comunicato stampa del 2 dicembre 2022. La sanzione di 3.000 euro prevista nella bozza, a carico del commercialista, presuppone che lo stesso sia consapevole di un intento fraudolento, esimendo l’ente che rilascia la partita iva da qualsiasi controllo preventivo a carico di chi effettivamente richiede l’avvio di attività.
Confisca dei beni, primo via libera al decreto attuativo: nuove regole anche per le criptovalute
Nella seduta del 14 luglio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare un decreto legislativo per l’attuazione della direttiva (UE) 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, riguardante il recupero e la confisca dei...


