La sentenza n. 3675/2022 della Corte di giustizia tributaria della Lombardia ha stabilito che il processo di individuazione del codice doganale deve essere condotto in base a criteri rigidi e consequenziali, dovendosi riconoscere rilevanza prioritaria al tenore letterale del testo delle voci. In particolare, anche la revisione da parte dell’Amministrazione doganale della classificazione doganale, cioè il processo interpretativo che consente di attribuire ad un prodotto una voce doganale cui corrisponde una determinata aliquota daziaria, dev’essere condotto sulla base del tenore letterale del testo del Capitolo, della voce e del codice, come stabilito dalla Regola 1 “Regole generali per l’interpretazione della nomenclatura combinata” della TARIC, con priorità della “voce più specifica” e, solo in assenza di questa, nella voce che è relativa alle merci aventi maggiore analogia con quelle in causa.
MiCAR: indicata la nuova tipologia di “Prestatori di servizi per le cripto-attività”
L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia comunica che gli operatori, iscritti nell’anagrafe dei segnalanti della UIF come “Prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” (codice 79) oppure “Prestatori di servizi di portafoglio digitale”...

